
In tutto il mondo, dall'America latina all'Africa, all'Europa, sono previste manifestazioni per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici migranti e delle loro famiglie, la libertà di circolazione e il diritto scegliere dove stabilirsi, la chiusura dei centri di identificazione ed espulsione, l'annullamento di tutti gli accordi e i programmi che violano i diritti i umani alle frontiere. Anche a Imola vogliamo portare il racconto di uomini e donne migranti che sono qui per realizzare una parte dei loro sogni e le storie di coloro che non sono
riusciti ad arrivare. Racconteremo ‐ attraverso la forza del gioco ‐ la lotta quotidiana contro gli ostacoli che si frappongono tra chi migra e il pieno godimento della libertà e dei diritti.

Dal 1993 a Ciudad Juárez, città di frontiera tra Messico e Stati Uniti, oltre 900 donne, adolescenti e bambine, sono state assassinate secondo lo stesso rituale: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Inoltre, sono più di 1000 i casi di donne scomparse e non ritrovate a Ciudad Juarez e nella regione di Chihuahua. Noto come "femminicidio" questo fenomeno è diventato la più vergognosa violazione dei diritti umani nella storia del Messico degli ultimi anni.
Donne di Sabbia, è un gruppo di teatro formato per portare in scena lo spettacolo denuncia di Humberto Robles contro il femminicidio di Ciudad Juarez in Italia, e sarà a Imola sabato 26 novembre 2011, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ogni eventuale contributo raccolto sarà devoluto all'associazione "Nuestras hijas de Regreso a casa", organizzazione messicana dei parenti delle vittime che lotta contro l'impunità e che dà un sostegno concreto agli orfani e alle orfane del femminicidio.
Anche quest'anno, il 25 novembre, tante donne in tante parti del mondo manifesteranno in molte forme la propria volontà politica di dire no alla violenza che ogni giorno viene subita in nome della volontà patriarcale di controllo sui loro corpi e sulla loro libertà.
Saremo in piazza per far sapere che ogni giorno diciamo BASTA alla violenza maschile sulle donne, che si tratti di violenza domestica, sessuale, psicologica, economica o istituzionale.Come associazione di donne italiane e migranti ci saremo anche per denunciare quanto ancora più pesante sia la violenza vissuta da coloro la cui vita, in questo paese, è ancorata ad un permesso di soggiorno, o da coloro che non dispongono delle risorse economiche e materiali per poter chiedere aiuto.

"Una scuola italiana", film/documentario prodotto dall'Associazione Asinitas Onlus con la Regia di Giulio Cederna e Angelo Loy arriva anche a Imola. Sarà presentato venerdì 7 ottobre alle ore 20,30 presso la sala "BCC Città e Cultura", in via Emilia 212. L'iniziativa, ad ingresso gratuito, vuole essere un'occasione per stimolare un dibattito sull'intercultura a scuola dall'asilo nido in poi, e sulla nuova generazione di italiani che crescono insieme negli stessi luoghi pur se nel nostro paese ancora si fatica a chiamarli "italiani", perchè figli/e di genitori provenienti da ogni parte del mondo.

10 anni fa a Genova la rete delle donne, (che allora era riunita sotto la sigla Marcia mondiale delle donne), aprì le iniziative politiche del Genova Social Forum con tre giorni di dibattiti, seminari e una manifestazione – happening per le vie della città, dal titolo PUNTO G: GENERE E GLOBALIZZAZIONE – Per una società di donne e uomini equa, solidale, pacifica e democratica. Un mese prima della riunione dei G8, che si sarebbe tenuta a luglio nel capoluogo ligure: per avere più tempo per approfondire in modo inedito l’impatto della globalizzazione sulle vite delle donne a livello planetario, e per segnare con l’ottica di genere la lotta contro gli effetti del neoliberismo economico e politico. Vorremmo, a 10 anni di distanza, rincontrarci a Genova a giugno 2011 riprendendo il filo di Punto G, perché siamo state cambiate, oltre dagli eventi successivi, anche da quell’incontro, che ha consegnato a molte la responsabilità di costruire futuro migliore anche per chi non c’era.