Sono donne la metà di tutti i migranti del mondo: «invisibili e sconosciute», producono una quantità di ricchezza che fa impallidire gli aiuti allo sviluppo.
Il rapporto tra donne migranti e donne native è il grande assente nelle riflessioni femminili seguite all'uccisione di Hina Saleem, agli stupri commessi da extracomunitari e, da ultimo, al suicidio della vedova indiana Kaur che ci ha «affidato» i due figli prima di buttarsi sotto il treno (e poco cambia che il secondo marito avesse 37 e non 70 anni).
Sono 95 milioni, metà della popolazione immigrata globale. Vittime di una doppia discriminazione, sono portatrici però di emancipazione culturale. Luci ed ombre nel rapporto Unfpa, presentato a Roma e nel mondo.
Suicida per dire no al matrimonio combinato in India.Nonostante fosse lontana dal paese d'origine Kaur è stata raggiunta lo stesso dalla condanna della pira: la morte non è arrivata con il fuoco, ma con lo stridio inutile dei freni di un treno italiano.
«All'inizio ho incominciato a studiare la lingua per entusiasmo verso Arafat e la causa palestinese. Poi non ho più potuto smettere». In continua crescita il numero degli studenti di arabo La quasi totalità di quelli che studiano arabo è fatta di ragazze coraggiose, che spesso devono vincere l'ostilità e i timori delle famiglie. Ma è anche una ricerca di radici culturali