versione tratta da Diario n.6 "Stupro"
L'ultimo rapporto Onu sulla violenza di genere, presentato a ottobre 2006, dice che in 89 dei 192 Stati membri la violenza sessuale non viene punita.
E dov'è reato non è detto che chi lo commette sia condannato.
L'onorevole Daniela Santanchè, donna e "politico" (neutro maschile di rigore) come lei si definisce dalle pagine del suo raffinatissimo e costosissimo sito web grida alla collega Luxuria "deviato", un modo un po' retrò per indicare essere "contronatura" ogni scelta e orientamento sessuale non conforme alla morale eterosessuale delle tre grandi religioni rivelate. Ma chi di spada ferisce di spada perisce, ed ecco che la stessa difensora della sessualità a senso unico viene minacciata dagli islamici fondamentalisti per la sua battaglia contro il velo e la segregazione di genere in molti paesi musulmani.
Roma, il prefetto Serra ripropone gli "eros center" e Veltroni le videocamere di sorveglianza. Ma il dibattito dov'è?
Milano, assemblea di ?Usciamo dal silenzio? sul tema che ha monopolizzato i media durante l?estate. Silenzio del femminismo? «Dovremmo manifestare piuttosto contro il silenzio colpevole di politici e intellettuali», dice Lea Melandri
Sono donne la metà di tutti i migranti del mondo: «invisibili e sconosciute», producono una quantità di ricchezza che fa impallidire gli aiuti allo sviluppo.
Il rapporto tra donne migranti e donne native è il grande assente nelle riflessioni femminili seguite all'uccisione di Hina Saleem, agli stupri commessi da extracomunitari e, da ultimo, al suicidio della vedova indiana Kaur che ci ha «affidato» i due figli prima di buttarsi sotto il treno (e poco cambia che il secondo marito avesse 37 e non 70 anni).
Sono 95 milioni, metà della popolazione immigrata globale. Vittime di una doppia discriminazione, sono portatrici però di emancipazione culturale. Luci ed ombre nel rapporto Unfpa, presentato a Roma e nel mondo.
Suicida per dire no al matrimonio combinato in India.Nonostante fosse lontana dal paese d'origine Kaur è stata raggiunta lo stesso dalla condanna della pira: la morte non è arrivata con il fuoco, ma con lo stridio inutile dei freni di un treno italiano.
«All'inizio ho incominciato a studiare la lingua per entusiasmo verso Arafat e la causa palestinese. Poi non ho più potuto smettere». In continua crescita il numero degli studenti di arabo La quasi totalità di quelli che studiano arabo è fatta di ragazze coraggiose, che spesso devono vincere l'ostilità e i timori delle famiglie. Ma è anche una ricerca di radici culturali