Adama è una donna e una migrante. Mentre scriviamo, Adama è rinchiusa nel CIE di Bologna. È rinchiusa in via Mattei dal 26 agosto, quando ha chiamato i carabinieri di Forlì dopo essere stata derubata, picchiata, stuprata e ferita alla gola con un coltello dal suo ex-compagno. Le istituzioni hanno risposto alla sua richiesta di aiuto con la detenzione amministrativa riservata ai migranti che non hanno un regolare permesso di soggiorno. La sua storia non ha avuto alcuna importanza per loro. La sua storia – che racconta di una doppia violenza subita come donna e come migrante – ha molta importanza per noi.

Il Nobel per la Pace 2011 è stato assegnato a due donne africane e una yemenita, alla presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf, alla sua compatriota Leymah Gbowee e alla yemenita attivista per i diritti civili Tawakkul Karman. Sono tre icone che rappresentano tutte le donne, che oggi festeggiano il riconoscimento del loro cammino e impegno quotidiano per la pace! L'Africa che cammina. L'Africa che porta sulle spalle il proprio continente. L'Africa in piedi che guarda avanti verso il futuro.

Dal 7 al 9 ottobre si terrà, presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre, in via Aldrovandi, 31 a Imola, un laboratorio di formazione intitolato “La mia casa è dove ho scelto di vivere”. Il laboratorio sarà rivolto principalmente ad insegnanti di italiano L2 o aspiranti tali, ma anche a educatrici/tori e persone che lavorano o svolgono attività di volontariato nel settore che si occupa delle migrazioni. A condurre la formazione saranno le operatrici dell'associazione Asinitas Onlus, un'associazione che a Roma coordina alcune scuole di italiano per stranieri di cui una rivolta in particolare a donne migranti.
Ma che cosa è la CEDAW? È un trattato, uno dei principali delle Nazioni unite, del 1979, sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, per assicurare l’applicazione e il pieno godimento dei diritti delle donne. L’Italia ha ratificato la Convenzione per l’Eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nel 1985. Ogni 4 anni i vari governi devono presentare un rapporto ad un Comitato di 23 membri, esperti da tutto il mondo, per illustrare cosa hanno migliorato, come e quali risultati hanno ottenuto. Nel corso della 49a sessione alle Nazioni Unite, il 14 luglio a New York, hanno risposto i rappresentanti del governo italiano. Il Comitato CEDAW, ha discusso e chiesto ulteriori informazioni alla delegazione governativa composta da 25 rappresentanti del governo venuti a New York e altrettanti presenti in video conferenza da Roma. Come voce di controcampo, il comitato ha ricevuto altri 4 rapporti ombra, tra cui quello preparato dalla piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che mette in luce quanto ancora c’è da fare in Italia per garantire un eguale e soprattutto reale accesso e partecipazione alla politica, al lavoro, alla salute, alla protezione dalla violenza, alla cultura etc.. a tutte le italiane, migranti, seconda generazione, disabili, rom e alle persone con diverso orientamento sessuale.
Per tutto il mese di luglio sarà attivato, presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre un corso di italiano estivo, di livello base, rivolto a donne straniere.