Faith Aymoro è nigeriana. Ha 23 anni e da 4 anni si trova in Italia. E' fuggita dal suo paese perché su di lei pende una condanna a morte perché accusata di aver ucciso il suo datore di lavoro che la voleva violentare. A Bologna è stata aggredita in casa sua da un connazionale che le voleva fare violenza. Di nuovo. Le urla hanno attirato l'attenzione dei vicini che ha chiamato la polizia. Le forze dell'ordine hanno portato lui in prigione e Faith al CIE perché su di lei pendevano già due ordini di espulsione. Faith è stata rimpatriata in Nigeria e secondo il suo compagno ora si trova a Lagos dove aspetta di capire cosa sarà di lei.

Accusata di adulterio, avrebbe confessato dopo 99 frustate. Sentenza: lapidazione. Ha 42 anni, è una mamma ed è vedova. Dopo la morte del marito avrebbe avuto non meglio precisati rapporti con due uomini. Il mondo si mobilita con una raccolta di firme.

La rivista Marea dedica a Trama di Terre il numero 4/2009, che riporta gli atti del convegno "Il multiculturalismo fa male alle donne?",che si è tenuto a Imola il 7-8-9 dicembre 2007, in occasione del decimo compleanno della nostra Associazione.
Anche se in ritardo, ci rendiamo disponibili per la presentazione a gruppi e associazioni che ne fossero interessate.
E' possibile richiederne l'invio tramite posta all'indirizzo:
centrointerculturaledelledonne@tramaditerre.org
(il costo è di 7 euro + spese postali).

Di cosa parliamo quando diciamo la parola laicità? Cosa pensiamo sia oggi una persona quando si dice laica, e fino a che punto la laicità è un valore condiviso e da salvaguardare, tra i tanti oggi, in Italia e in Europa, che vacillano di fronte ai numerosi attacchi a diritti che pensavamo acquisiti, come la cittadinanza, l’autodeterminazione, la tutela dei soggetti più deboli, l’accoglienza e la solidarietà?
Nel carcere di Misratah in Libia, ci sono stati duri scontri tra profughi eritrei, che avevano rifiutato di fornire le proprie generalità all'ambasciata del Paese da cui stanno fuggendo, e la polizia di Gheddafi.
Più di 200 persone sono state deportate con i container nel carcere di Brak, vicino a Sabah, nel deserto libico.
Tutto ciò deve essere fermato.
Invitiamo tutti a scrivere immediatamente al Presidente della Repubblica.