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Il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre di Imola organizza un corso di lingua e cultura araba con un’insegnante madrelingua, aperto a tutte e a tutti. Il corso, come illustrato nell'allegato, avrà inizio nella seconda metà del mese di febbraio, per una durata di 40 ore e si svolgerà presso la sede dell’associazione in via Aldrovandi, 31, a Imola (BO). Il corso nasce dalla volontà di mettere in relazione due mondi che vivono a stretto contatto rischiando tuttavia di non incontrarsi e intende farlo attraverso la conoscenza della lingua araba. Si partirà dai fondamenti quali l’alfabeto, l’apprendimento delle parole di uso più comune, dei modi di dire, con specifica attenzione alla pronuncia e dotandosi in questo modo di strumenti atti a comunicare in maniera facilitata.
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"Ora che ho vissuto la mia vita fino a questo punto
posso affermare che non c’è niente di donchisciottesco
nel voler cambiare il mondo.
È possibile.
È il mestiere al quale l’umanità si è dedicata da sempre.
Non concepisco una vita migliore di quella vissuta con entusiasmo,
dedicata alle utopie,
al rifiuto ostinato dell’inevitabilità del caos e dello sconforto (…)
L’importante, me ne rendo conto ora, non è vedere tutti i propri sogni realizzati, ma
continuare ostinatamente a sognarli”
(Gioconda Belli, scrittrice e poetessa nicaraguense)
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Si può nascere in Italia ma non essere considerati italiani. Questo succede a chi ha genitori di origine straniera, è nato e cresciuto qui, ma solo compiuti i 18 anni può chiedere la cittadinanza. Se fosse nato in America, sarebbe americano. L'Italia è un paese che accoglie i bambini stranieri grazie ai ricongiungimenti familiari, e poi li esclude. Vanno a scuola, hanno amici, si sentono italiani. Ma alla maggiore età sono costretti a un lungo percorso burocratico se vogliono ottenere la cittadinanza. L'Italia dà lavoro agli stranieri e per lavoro ne consente la regolarizzazione. Anche il lavoratore straniero paga le tasse ma non può scegliere chi deve amministrare la città in cui vive. La Convenzione sulla partecipazione di Strasburgo prevede che possa votare. L'articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell'uguaglianza tra le persone, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Nei confronti di milioni di persone di origine straniera questo principio è disatteso.
Fino a febbraio 2012 c'è tempo per aderire alla campagna. Trovate i moduli per la raccolta firme anche presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre.
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In tutto il mondo, dall'America latina all'Africa, all'Europa, sono previste manifestazioni per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici migranti e delle loro famiglie, la libertà di circolazione e il diritto scegliere dove stabilirsi, la chiusura dei centri di identificazione ed espulsione, l'annullamento di tutti gli accordi e i programmi che violano i diritti i umani alle frontiere. Anche a Imola vogliamo portare il racconto di uomini e donne migranti che sono qui per realizzare una parte dei loro sogni e le storie di coloro che non sono
riusciti ad arrivare. Racconteremo ‐ attraverso la forza del gioco ‐ la lotta quotidiana contro gli ostacoli che si frappongono tra chi migra e il pieno godimento della libertà e dei diritti.
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Stasera dal Cie di via Mattei è uscita una migrante che per tre mesi è stata imprigionata senza alcuna colpa, come d’altra parte del tutto immotivata continua a essere la detenzione di tutti gli altri migranti in tutti gli altri Cie d’Italia e d’Europa. Stasera però noi possiamo dire: Adama è libera! Abbiamo potuto riabbracciare e accompagnare in un luogo sicuro una donna colpita prima dalla violenza di un uomo e poi da quella delle istituzioni. Adama è libera! Il suo coraggio e la protesta collettiva di migliaia di donne e di uomini, e ancora la presa di posizione di decine di associazioni, hanno reso possibile ciò che fino a pochi giorni fa sembrava impossibile. Adama è libera! La brezza fresca e impetuosa della nostra rivolta ha aperto per una volta la porta di quel luogo inutile e brutale che è il Cie. Ci sarà tempo nei prossimi giorni per altre considerazioni. Ora, ciò che importa, è che Adama è libera e può prendere in mano la sua libertà.
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Adama è una donna e una migrante. Mentre scriviamo, Adama è rinchiusa nel CIE di Bologna. È rinchiusa in via Mattei dal 26 agosto, quando ha chiamato i carabinieri di Forlì dopo essere stata derubata, picchiata, stuprata e ferita alla gola con un coltello dal suo ex-compagno. Le istituzioni hanno risposto alla sua richiesta di aiuto con la detenzione amministrativa riservata ai migranti che non hanno un regolare permesso di soggiorno. La sua storia non ha avuto alcuna importanza per loro. La sua storia – che racconta di una doppia violenza subita come donna e come migrante – ha molta importanza per noi.
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Anche quest'anno, il 25 novembre, tante donne in tante parti del mondo manifesteranno in molte forme la propria volontà politica di dire no alla violenza che ogni giorno viene subita in nome della volontà patriarcale di controllo sui loro corpi e sulla loro libertà.
Saremo in piazza per far sapere che ogni giorno diciamo BASTA alla violenza maschile sulle donne, che si tratti di violenza domestica, sessuale, psicologica, economica o istituzionale.Come associazione di donne italiane e migranti ci saremo anche per denunciare quanto ancora più pesante sia la violenza vissuta da coloro la cui vita, in questo paese, è ancorata ad un permesso di soggiorno, o da coloro che non dispongono delle risorse economiche e materiali per poter chiedere aiuto.
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Dal 1993 a Ciudad Juárez, città di frontiera tra Messico e Stati Uniti, oltre 900 donne, adolescenti e bambine, sono state assassinate secondo lo stesso rituale: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Inoltre, sono più di 1000 i casi di donne scomparse e non ritrovate a Ciudad Juarez e nella regione di Chihuahua. Noto come "femminicidio" questo fenomeno è diventato la più vergognosa violazione dei diritti umani nella storia del Messico degli ultimi anni.
Donne di Sabbia, è un gruppo di teatro formato per portare in scena lo spettacolo denuncia di Humberto Robles contro il femminicidio di Ciudad Juarez in Italia, e sarà a Imola sabato 26 novembre 2011, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ogni eventuale contributo raccolto sarà devoluto all'associazione "Nuestras hijas de Regreso a casa", organizzazione messicana dei parenti delle vittime che lotta contro l'impunità e che dà un sostegno concreto agli orfani e alle orfane del femminicidio.
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Il Nobel per la Pace 2011 è stato assegnato a due donne africane e una yemenita, alla presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf, alla sua compatriota Leymah Gbowee e alla yemenita attivista per i diritti civili Tawakkul Karman. Sono tre icone che rappresentano tutte le donne, che oggi festeggiano il riconoscimento del loro cammino e impegno quotidiano per la pace! L'Africa che cammina. L'Africa che porta sulle spalle il proprio continente. L'Africa in piedi che guarda avanti verso il futuro.
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"Una scuola italiana", film/documentario prodotto dall'Associazione Asinitas Onlus con la Regia di Giulio Cederna e Angelo Loy arriva anche a Imola. Sarà presentato venerdì 7 ottobre alle ore 20,30 presso la sala "BCC Città e Cultura", in via Emilia 212. L'iniziativa, ad ingresso gratuito, vuole essere un'occasione per stimolare un dibattito sull'intercultura a scuola dall'asilo nido in poi, e sulla nuova generazione di italiani che crescono insieme negli stessi luoghi pur se nel nostro paese ancora si fatica a chiamarli "italiani", perchè figli/e di genitori provenienti da ogni parte del mondo.
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Dal 7 al 9 ottobre si terrà, presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre, in via Aldrovandi, 31 a Imola, un laboratorio di formazione intitolato “La mia casa è dove ho scelto di vivere”. Il laboratorio sarà rivolto principalmente ad insegnanti di italiano L2 o aspiranti tali, ma anche a educatrici/tori e persone che lavorano o svolgono attività di volontariato nel settore che si occupa delle migrazioni. A condurre la formazione saranno le operatrici dell'associazione Asinitas Onlus, un'associazione che a Roma coordina alcune scuole di italiano per stranieri di cui una rivolta in particolare a donne migranti.
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Ma che cosa è la CEDAW? È un trattato, uno dei principali delle Nazioni unite, del 1979, sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, per assicurare l’applicazione e il pieno godimento dei diritti delle donne. L’Italia ha ratificato la Convenzione per l’Eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nel 1985. Ogni 4 anni i vari governi devono presentare un rapporto ad un Comitato di 23 membri, esperti da tutto il mondo, per illustrare cosa hanno migliorato, come e quali risultati hanno ottenuto. Nel corso della 49a sessione alle Nazioni Unite, il 14 luglio a New York, hanno risposto i rappresentanti del governo italiano. Il Comitato CEDAW, ha discusso e chiesto ulteriori informazioni alla delegazione governativa composta da 25 rappresentanti del governo venuti a New York e altrettanti presenti in video conferenza da Roma. Come voce di controcampo, il comitato ha ricevuto altri 4 rapporti ombra, tra cui quello preparato dalla piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che mette in luce quanto ancora c’è da fare in Italia per garantire un eguale e soprattutto reale accesso e partecipazione alla politica, al lavoro, alla salute, alla protezione dalla violenza, alla cultura etc.. a tutte le italiane, migranti, seconda generazione, disabili, rom e alle persone con diverso orientamento sessuale.
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Per tutto il mese di luglio sarà attivato, presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre un corso di italiano estivo, di livello base, rivolto a donne straniere.
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10 anni fa a Genova la rete delle donne, (che allora era riunita sotto la sigla Marcia mondiale delle donne), aprì le iniziative politiche del Genova Social Forum con tre giorni di dibattiti, seminari e una manifestazione – happening per le vie della città, dal titolo PUNTO G: GENERE E GLOBALIZZAZIONE – Per una società di donne e uomini equa, solidale, pacifica e democratica. Un mese prima della riunione dei G8, che si sarebbe tenuta a luglio nel capoluogo ligure: per avere più tempo per approfondire in modo inedito l’impatto della globalizzazione sulle vite delle donne a livello planetario, e per segnare con l’ottica di genere la lotta contro gli effetti del neoliberismo economico e politico. Vorremmo, a 10 anni di distanza, rincontrarci a Genova a giugno 2011 riprendendo il filo di Punto G, perché siamo state cambiate, oltre dagli eventi successivi, anche da quell’incontro, che ha consegnato a molte la responsabilità di costruire futuro migliore anche per chi non c’era.
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Anche quest'anno, dal 10 al 12 giugno, Trama di Terre partecipa ad Imola in Musica con concerti, letture, proiezioni e cibi dal mondo. In programma venerdì 10 giugno "La Metralli" in concerto, sabato 11 giugno lettura musicata di "Trame intorno ad un tavolo", racconto collettivo scritto dalle donne del corso di italiano del Centro Inteculturale delle donne (finalista al Concorso Lingua Madre); a seguire (al calar del buio), proiezione di "Pasta Madre", breve cortometraggio realizzato da Francesca Cogni nei corsi di italiano. Per tutta la durata del festival verranno distribuiti cibi dal mondo cucinati dalle donne di Trama di Terre.
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Il convegno si propone di dare voce alle storie delle giovani donne vittime di matrimoni forzati, facendo emergere con forza la presa di parola politica e di pratiche delle associazioni di donne migranti in Italia ed in altri Paesi, come l’Inghilterra e il Marocco.
A partire dall’esposizione della ricerca condotta dall’Associazione Trama di Terre nel 2009, in collaborazione con la regione Emilia Romagna, vogliamo fornire un quadro complessivo degli strumenti giuridici a disposizione in Italia e all'estero per la prevenzione e la protezione delle vittime.
Particolare attenzione verrà prestata ai casi concreti e alle difficoltà incontrate da chi raccoglie le denunce, accoglie le donne e ne sostiene i percorsi di autonomia per delineare corrette modalità di intervento.
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Seminario di approfondimento rivolto a operatrici e operatori della rete regionale dei centri interculturali, di centri antiviolenza e di comunità di accoglienza per donne e minori; assistenti sociali; realtà del terzo settore. I temi trattati saranno: come le identità religiose o culturali rigidamente definite abbiano conseguenze limitanti per la libertà di scelta e di autodeterminazione delle donne; strategie da adottare per la tutela e l’applicazione dei diritti delle donne in situazioni di conflitto dettate da tradizioni culturali e religiose discriminanti; l’esperienza di lobbing delle associazioni di donne di minoranza nella creazione della legge inglese di contrasto ai matrimoni forzati e ai crimini d’onore; dopo la stagione delle lotte per la riforma del codice di famiglia, mobilitazioni della società civile marocchina e delle associazioni delle donne per superare gli ostacoli alla sua applicazione e per la riforma del codice penale;
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Mercoledì 18 maggio si terrà, presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre, un dibattito pubblico sui temi dell'immigrazione e delle politiche di accoglienza a livello regionale e cittadino. Il dibattito sarà preceduto da un seminario di approfondimento su "DIRITTO DELL'IMMIGRAZIONE, FAMIGLIA E MINORI". Sono invitate/i a partecipare operatrici e operatori dei servizi pubblici e degli enti del terzo settore che si occupano di tematiche legate all'immigrazione. A questa pagina tutte le informazioni necessarie.
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Il racconto "Trame intorno ad un tavolo", scritto a più mani dalle donne del corso di italiano di Trama di Terre è stato scelto tra le dieci finaliste del Concorso Letterario Lingua Madre. Scritto da 31 donne provenienti da quasi altrettanti paesi, racconta di una scuola di italiano dove le donne incominciano a prendere parola e, attraverso la parola, a farsi protagoniste delle loro vite... LEGGETE IL RACCONTO E SE VI PIACE VOTATELO!!
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Amnesty International, Trama di Terre, Oratorio di S. Giacomo, Associazione delle Donne Africane del Regno Kongo (A.D.A.R.K.), in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Imola, presentano, martedì 3 maggio 2011 presso la Biblioteca Comunale di Imola, un incontro con Mathilde Muhindo, attivista per i diritti delle donne della Repubblica Democratica del Congo.
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Venerdì 18 febbraio 2011, alle ore 21, presso il Teatro Lolli, l'Associazione Trama di Terre/Centro Interculturale delle donne, in collaborazione con il Comitato 13 febbraio di Imola, propone uno spettacolo incentrato sulla storia di una donna che scava nel suo passato, scoperchiando amori e ferite che credeva di aver sepolto nel tempo. Il ricavato della serata andrà a sostenere il progetto di Accoglienza Abitativa per donne migranti in difficoltà dell'Associazione Trama di Terre.
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Ci siamo incontrate senza conoscerci, abbiamo fatto telefonate per spronare le più pigre, ci siamo date appuntamento a Imola in Piazza Matteotti perché volevamo esserci, volevamo guardarci in faccia e lavorare insieme per fare dell’Italia un paese per donne. Dopo aver riempito le piazze d'Italia con la manifestazione del 13, adesso ci siamo e vogliamo parlare di donne, lavoro, maternità e paternità, informazione. Il Comitato 13 febbraio di Imola promuove un incontro aperto a tutte le interessate per Martedì 8 marzo alle ore 20 presso la sede dell'Associazione Trama di Terre.
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Il 20 febbraio diverse donne migranti e italiane si sono incontrate a Bologna per ragionare insieme sul conquistare una visibilità verso lo sciopero e le manifestazioni del prossimo primo marzo, ma non solo.
Già l’anno scorso molte donne hanno scioperato e sono scese in piazza, accettando la sfida di mostrare che cosa succede se i migranti e le migranti che vivono in Italia decidono di incrociare le braccia per un giorno, e con loro tutti gli italiani e le italiane stanchi di vedere attaccati il loro lavoro e i loro diritti, stanchi del razzismo istituzionale.
Già l’anno scorso c’erano molte donne ma non quante avrebbero potuto, e soprattutto non quante avrebbero voluto esserci. Perché scioperare, determinare la propria presenza, far sentire la propria voce è per le donne, migranti e italiane, una doppia sfida.
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Dal 14 al 17 febbraio 2011, Tiziana Dal Pra, presidente di Trama di Terre, sarà a Dakar, in Senegal, per portare l'esperienza dell'Associazione ad un incontro intitolato "Dialogo tra femministe senegalesi e italiane: donne, cittadinanza e migrazione nel mondo attuale". Il convegno è organizzato da Grefels (Groupe de recherche sur les femmes et les lois au Sénégal) e vedrà un fitto programma di discussioni tra femministe senegalesi e italiane su temi quali le visioni teoriche femministe sulla cittadinanza, cittadinanza e partecipazione politica, cittadinanza e fondamentalismi, prospettive femministe e di cittadinanza sulle migrazioni femminili. In questa pagina trovate gli approfondimenti e il programma dettagliato del convegno.
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Anche a Imola, come in molte altre città italiane, saremo in piazza per rispondere all'appello nazionale "Se non ora, quando?", intorno al quale si stanno mobilitando in centinaia di migliaia in tutto il Paese. L'appuntamento per tutte le donne e gli uomini è in PIAZZA MATTEOTTI a Imola domenica 13 febbraio dalle 10 alle 11,30.
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La vita di Nasrin Sotoudeh, l’avvocato e il difensore di diritti umani, l’attivista per i diritti delle donne in Iran, è in grave pericolo. Nasrin Sotoudeh è stata arrestata dalle autorità iraniane il 4 settembre 2010 per le sue attività per i diritti umani e ormai da più di 103 giorni che si trova in carcere. Il procuratore ha accusato questo coraggioso avvocato di attività propagandistiche contro il regime e di attività contro la sicurezza nazionale.
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Si da il via, questa settimana, al progetto regionale della Rete dei Centri Interculturali, presentato da Trama di Terre insieme al centro MEMO di Modena e al CD/LEI di Bologna. La prima iniziativa in calendario sarà un seminario dal titolo "Scuola e pluralismo religioso", che si terrà a Modena venerdì 19 novembre presso l'Aula magna Scuola secondaria di primo grado “Marconi”, Via Canaletto Sud 110/A.
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Siamo di nuovo di fronte alla morte di una donna, e al grave ferimento di un’altra per mano di un familiare.
Siamo di nuovo di fronte al femminicidio e alla violenza in nome e per conto del senso di possesso maschile delle vite femminili.
Siamo di nuovo di fronte al criminale intreccio tra ossequio della tradizione patriarcale e negazione dei diritti inalienabili della persona: come nel terribile caso di Hina Salem e di Sanaa Dafani, anche qui la parte maschile di una famiglia di migranti pakistani ha cercato di mettere a tacere la ribellione di una giovane contro una visione fondamentalista della religione e della tradizione, che vuole ogni donna destinata a vivere senza poter decidere di sé e della sua libertà.
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Anche Trama di Terre aderisce alla campagna NOPPAW (NObel Peace Prize for African Women). In previsione un calendario di eventi di sostegno alla Campagna, che culminerà con la partecipazione della Presidente dell'Associazione, Tiziana Dal Pra, al "Seminario di studio e confronto sulla Campagna Noppaw" dal 26 al 31 ottobre 2010 a Dakar, Senegal.
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La rivista Marea dedica a Trama di Terre il numero 4/2009, che riporta gli atti del convegno "Il multiculturalismo fa male alle donne?",che si è tenuto a Imola il 7-8-9 dicembre 2007, in occasione del decimo compleanno della nostra Associazione.
Anche se in ritardo, ci rendiamo disponibili per la presentazione a gruppi e associazioni che ne fossero interessate.
E' possibile richiederne l'invio tramite posta all'indirizzo:
centrointerculturaledelledonne@tramaditerre.org
(il costo è di 7 euro + spese postali).
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Un appello nato da associazioni e singole che lavorano sul tema dell'interculturalità